Cirella è l’antica Cerillae, importante porto a tempi della Magna Grecia e di Roma. Per questo il territorio è ricco di testimonianze archeologiche. Particolarmente spettacolare risulta la visita all’antica cittadella diroccata, dalla quale si può godere un panorama straordinario. La storia narra di distruzioni ad opera di invasori provenienti dal mare: le truppe di Annibale durante le guerre puniche, i Saraceni al tempo delle loro razzie, i Francesi agli inizi dell’ottocento. Poco distanze la zona dei ruderi si trova il convento dedicato a San Francesco costruito nel 1545 ed il moderno “Teatro dei Ruderi“, dove ogni estate, vanno in scena importanti eventi teatrali e musicali. L’attuale centro abitato, tutto sul mare, è tranquillo ed ospitale meta di turisti durante l’estate. Cirella dà il nome alla piccola isola che affiora non molto distante dall’antistante tratto di spiaggia. Nella parte più alta ci sono i resti di una torre che faceva parte del sistema di salvaguardia della costa dalle incursioni saracene. Ricoperta da una florida macchia mediterranea, nei mesi estivi è meta prediletta dei turisti. I fondali attorno all’isola, a testimonianza dell’antica storia dei luoghi, restituiscono, di tanto in tanto, importanti reperti archeologici e sono caratterizzati dalla presenza della posidonia, una pianta acquatica, che forma una vera e proprie prateria sottomarina.
Autore: laurapica98
Sono una studentessa di Mediazione Linguistica, presso la SSML GREGORIO VII. Di passioni ne ho tante, ma viaggiare è quella che amo di più.
''Ogni cento metri il mondo cambia'' Roberto Bolaño
La PNL (Programmazione Neuro-Linguistica) è un metodo per cambiare i pensieri e i comportamenti delle persone, al fine di permettergli di ottenere i risultati desiderati.
Nasce negli anni Settanta, in California e ottiene successo e riscontro grazie alla promessa di migliorare l’attività lavorativa, attraverso lo sviluppo personale. I fondatori sono lo psicologo Richard Bandler e il linguista John Grinder, che hanno individuato dei modelli di pensiero e di comportamento in individui di successo con lo scopo di trasmetterli agli altri. Una delle tecniche principali della PNL è infatti costituita dall’imitazione o modeling: imitando il linguaggio e i comportamenti delle persone di successo sarebbe possibile fare nostre le loro capacità e raggiungere i loro stessi risultati.
La PNL si basa principalmente sull’elaborazione del linguaggio, ma utilizza anche altre tecniche di comunicazione per far sì che le persone trasformino i loro pensieri e i loro comportamenti.
Tuttavia, a cosa serve il linguaggio? L’uso consapevole del linguaggio modifica lo schema mentale e comportamentale delle persone.
Quindi, gli scopi e i benefici di questa pseudo-scienza sono vari:
- trattare ansia, fobie e stress, migliorando così le risposte emotive a determinate situazioni;
- raggiungere obiettivi professionali di successi, come maggiore produttività sul lavoro e motivazione;
- rimuovere pensieri e sentimenti negativi associati a un evento passato;
- migliorare le proprie capacità comunicative.
In genere, la PNL è utilizzata come metodo per lo sviluppo personale attraverso il “potenziamento” delle proprie capacità, che mira ad avere maggiore fiducia in se stessi e a comunicare meglio con gli altri.
Esame di maturità ai tempi del Covid-19: cosa resta dell’Esame di Stato tradizionale?
Il Coronavirus ha inciso sulla nostra vita, privata e non, sui nostri impegni, sul nostro lavoro, sui nostri obiettivi, sogni e progetti. Inevitabilmente, ha portato a dei cambiamenti. In questo momento, una delle questioni più discusse è la maturità: è un momento fondamentale nella vita di ogni studente e studentessa, uno di quelli che si ricorderanno per sempre e che ci fanno rendere conto di essere adulti. Cosa cambierà quest’anno?
Innanzitutto, lo svolgimento e la modalità. Generalmente, infatti, gli studenti sono tenuti a sostenere delle prove sia scritte che orali, mentre, quest’anno, in conformità al decreto del 06\06\2020, il MIUR ha optato per “l’eliminazione delle prove scritte e la sostituzione con un unico colloquio, articolandone contenuti, modalità anche telematiche e punteggio per garantire la completezza e la congruità della valutazione”.
Gli studenti, quindi, non proveranno quell’ #ansiadaprimaprova, non proveranno indecisione nello scegliere tra saggio breve, elaborato storico o analisi del testo, non si troveranno di fronte a quesiti logici o matematici impossibili da risolvere, o a comprensioni del testo da analizzare in lingua straniera. L’esame consisterà in un ‘’maxi-orale’’, in cui un testo, un progetto, un’esperienza o un altro tipo documento servirà da ‘’punto di partenza’’ allo studente per collegare le varie discipline studiate nel corso del suo ciclo di studi. Esporranno, inoltre, un elaborato utilizzando slide o video, sulla propria esperienza PCTO (meglio conosciuta con la dicitura originale, alternanza scuola lavoro), spiegando come questo abbia contribuito a formarli da un punto di vista professionale. Infine, i candidati dovranno dimostrare di aver appreso qualcosa dalle attività relative all’ambito ‘’Cittadinanza e Costituzione’’ e su tale questione, il Ministro Azzolina ha dichiarato:
‘’Mi piacerebbe che all’interno di Cittadinanza e Costituzione rientrasse il Coronavirus, come gli studenti hanno vissuto questo periodo anche rispetto alla Costituzione: le scuole sono state chiuse perché il diritto alla salute è stato messo all’apice dei nostri pensieri. Su tutto questo sarebbe bello ascoltare quello che hanno da dire gli studenti”.
Un’altra novità importante è che, per quest’anno, il MIUR ha deciso che i professori saranno tutti interni, ad accezione del commissario, che invece sarà esterno. Gli studenti, quindi, non proveranno quell’ adrenalina nello scoprire i nomi dei docenti esterni e nel chiedere sui gruppi Facebook delle scuole di provenienza informazioni sui professori in questione, per sapere se sono esigenti, se sono severi nelle votazioni, se pretendono di sapere i particolari alla perfezione, come le date di nascita degli autori, o se magari ‘’sanno anche mettersi una mano sulla coscienza’’ (la risposta che ogni maturando spera di ricevere).
Quindi, sicuramente, si è provato a rendere questo traguardo meno difficile del solito agli studenti di quinto anno, anche poiché non si è riusciti a completare i programmi, per poter svolgere l’Esame di Stato in maniera ‘’tradizionale’’. Vi diranno che sarà una sciocchezza, e che il vostro voto dato in queste circostanze non avrà alcun valore. Chi ha studiato, si è impegnato, e ha degli obiettivi da realizzare non si lascerà scalfire minimamente da queste parole. È normale non sapere come andrà, è normale essere agitati, avere paura, sentirsi incompresi, sentire il peso di questa situazione sommarsi alle vostre preoccupazioni, ma dovete credere ancora e ancora più forte ai vostri sogni, coltivarli e arrivare in cima, perché ci arriverete. Realizzatevi, sognate, piangete, ridete, festeggiate, e cantate a squarciagola la vostra ‘’Notte prima degli esami’’, perché le vostre voci si sentiranno anche attraverso le mascherine.
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L’interprete è una figura professionale estremamente fondamentale in ogni evento, conferenza, summit, incontro, in quanto funge da mediatore linguistico e culturale: il suo ruolo è quello di rendere possibile la comprensione a coloro che non hanno familiarità o non conoscono la lingua utilizzata dall’oratore.
Essere interpreti non è facile, è necessario conoscere alla perfezione le lingue di partenza e di arrivo. Inoltre, devono seguire una determinata deontologia professionale.
Negli ultimi mesi, un fatto riguardante ciò ha suscitato un enorme scandalo: il viso dell’interprete di Trump durante un incontro a Washington tra il Presidente americano e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Durante il discorso di Trump, l’interprete era esposta, non nascosta dietro il Presidente, e molti hanno notato le sue espressioni di sdegno e sgomento, decisamente poco professionali per un incarico di tale portata ed importanza.
Infatti, una delle regole che gli interpreti devono seguire rigorosamente è quella dell’invisibilità: devono essere il più possibile nascosti e a maggior ragione, non devono lasciarsi sfuggire alcuna espressione, che sia positiva o negativa, che sia lieve o accentuata.
Pertanto, c’è una minoranza che la difende, affermando che la sua espressione accigliata era semplicemente dovuta al fatto che fosse molto concentrata, anche se c’è da dire che in qualunque caso avrebbe dovuto fare più attenzione a rimanere neutrale, sia nei movimenti che nelle espressioni facciali.
Arrival, i mille volti del linguaggio
Arrival è un film del 2016 diretto da Denis Villeneuve. Dodici astronavi extraterrestri, soprannominate “gusci’’, appaiono contemporaneamente in diversi luoghi della Terra. Non è chiaro il motivo per cui siano arrivate, né se vi sia una logica dietro la scelta dei luoghi dell’atterraggio. In quanto linguista affermata, Louise viene selezionata per far parte di una squadra speciale di esperti, istituita per tentare di comunicare con la specie aliena nel sito di atterraggio del Montana. La donna riceve l’incarico di chiedere agli alieni da dove vengano e quali siano le loro intenzioni. Anche il fisico teorico Ian Donnelly prende parte alla squadra, mentre il comando è affidato al colonnello Weber dell’esercito statunitense.
Nonostante la difficoltà nello stabilire una sorta di comunicazione, Louise riesce a stilare un vocabolario di base, e a decifrare parte delle espressioni palindrome. L’ambiguità nella traduzione diventa un problema cruciale quando, rispondendo alla domanda di Louise su quale siano le loro intenzioni, gli alieni comunicano simboli interpretabili come “offrire arma”. Tuttavia, Louise va oltre ciò, e comprende che l'”arma” o il “mezzo” è la loro lingua, in grado di cambiare la percezione lineare del tempo degli umani, permettendo loro di sperimentare “memorie” del futuro.
Sebbene si tratti di un film di fantascienza, e sebbene sia riduttivo definirlo semplicemente così, offre una molteplicità di spunti di riflessione. Porta, infatti, a riflettere sull’importanza del linguaggio. Louise, pur non conoscendo la lingua parlata dagli alieni, riesce a trovare la modalità per comprendere e farsi comprendere, e dimostra al mondo intero, come una cosa che può sembrare apparentemente in un modo, sia in realtà, l’esatto opposto.
Online o cartaceo, ci sono solo differenze oppure hanno anche qualcosa in comune?
Oggigiorno, tutte le informazioni sono fruibili online. Basta un semplice clic. Chi dal suo smartphone, comodamente seduto sulla propria poltrona, chi dal computer, chi dal tablet: chiunque possiede dei mezzi per accedere alle notizie. Le informazioni sono di tutti i tipi e riguardano l’attualità, la cronaca, la politica, lo sport, la salute, il cibo, la disoccupazione, la cultura. Quindi, anche se esisteranno sempre i fervidi sostenitori del quotidiano cartaceo, potremmo dire che le informazioni fruibili dalle piattaforme online hanno sostituito quelle presenti sui quotidiani cartacei? E che differenze ci sono tra i quotidiani online e quelli che si acquistano tradizionalmente in edicola?
”Le vendite dei quotidiani in edicola sono in calo continuo da vent’anni” ha affermato Sergio Carli, nel suo articolo intitolato, non a caso, ”Crisi dei giornali”. Possiamo quindi affermare che, in un certo senso, oggigiorno, è molto più veloce ed immediato consultare informazioni online e l’abitudine di comprare un giornale è sempre meno frequente. Comunque, sebbene esistano questi ‘’tradizionalisti’’ e coloro che amano comprare e leggere il quotidiano cartaceo, prestando attenzione e dedicandosi in tutta tranquillità alla lettura delle pagine, è anche vero che oggi la vita risulta molto più frenetica, siamo più pigri, non leggiamo ciò che non ci interessa nello specifico, e bisogna ammettere che leggere le informazioni online è di gran lunga più semplice: innanzitutto, perché siamo noi stessi a selezionare le informazioni che ci interessano, scartando quelle che, invece, riteniamo superflue. Inoltre, dobbiamo considerare la molteplicità di fonti alle quali possiamo accedere.
Come sappiamo, infatti, esiste la versione online dei quotidiani, che, però, non sono uguali: la versione online è più sintetica, diretta, efficace, presenta una notevole quantità di foto, video, link ipertestuali, tag che rendono la fruibilità delle informazioni molto più dinamica. Inoltre, una novità importante che riguarda gli ultimi anni, è che le notizie sono presenti anche sui social media, come Instagram, Facebook, Twitter, YouTube, e anche in questo caso, la comunicazione e le informazioni sono decisamente trasmesse in modo più efficace e dinamico.
Al contrario, il giornale cartaceo contiene notizie che riguardano principalmente politica, sport, e attualità, e le notizie fondamentali si trovano nella prima pagina, ovvero la pagina di apertura, una sorta di ”biglietto da visita”, che presenta la testata, ovvero il nome del quotidiano, (ad esempio La Repubblica), un articolo di apertura, detto editoriale, il corpo della pagina, quindi gli articoli d’attualità, sulle notizie più recenti, sugli avvenimenti più importanti che si sono verificati nelle ultime ore ed infine è presente un articolo di fondo, redatto generalmente dal direttore responsabile, che esprime, sempre in maniera oggettiva, la sua interpretazione di tali fatti.
Anche se in precedenza nei giornali era presente quasi solamente il testo, oggigiorno, si tende ad inserire anche molto spesso, delle foto, immagini, grafici, per non rendere troppo pesante e monotona la lettura e al fine di imitare, in un certo senso, il ”corrispondente online”.
Pertanto, ciò ci dimostra che anche se anche se gli avvenimenti raccontati sono gli stessi, ed anche le notizie, l’evoluzione del Web e dell’uso che ne fanno gli utenti, ha portato a notevoli cambiamenti, anche nel modo di raccontarle.
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Estate 2020, gli italiani si chiedono se, quando e dove sarà possibile trascorrere le vacanze. Come verranno gestiti i flussi dei turisti italiani, quali misure si devono adottare per evitare il contagio, come lo Stato italiano gestirà la ripresa del turismo.
I contagi sembrano diminuire ed è periodo di riaperture: bar, negozi, gelaterie, ristoranti, librerie, parrucchieri. Tuttavia, i dubbi sono ancora tanti e, riguardo la riapertura di alcune attività, e la ripresa di determinati settori, non si hanno informazioni certe. Infatti, una delle domande più frequenti degli italiani è: ‘’Quando potremo tornare a viaggiare? E dove sarà possibile andare? Ci potremo spostare solamente nelle regioni della nostra Italia, oppure anche all’estero?’’.

C’è da dire che, purtroppo, il settore del turismo sarà uno dei settori più penalizzati dalle conseguenze del Covid19, poiché nessuno sa precisamente quando si potrà tornare a viaggiare, quali saranno le misure da adottare, e quali saranno le mete possibili. Inoltre è da considerare che è un periodo estremamente delicato per l’economia della nostra bella penisola, perché durante il lockdown molte persone non hanno avuto entrate economiche, e tuttora, sono molti gli italiani che non hanno l’autorizzazione di tornare a lavorare.
Tuttavia, secondo comunicati e dati recenti, tornare a viaggiare sarà possibile, ma solo entro i confini del nostro paese. Verranno, infatti, concessi degli incentivi e agevolazioni finanziare a chi decide di viaggiare in Italia e di visitare le meravigliose città, paesi, località marittime e montane che il nostro Belpaese ci offre.
È importante, però, ricordare di seguire tutte le raccomandazioni al fine di evitare il contagio tutelando noi stessi, le nostre famiglie, e gli altri. Ad esempio sarà comunque necessario evitare assembramenti e località troppo frequentate, mantenere una distanza di sicurezza di almeno un metro, essere muniti di mascherine e guanti, lavarsi ripetutamente le mani. Tutti i mezzi di trasporto (come treni, navi, traghetti) dovranno essere continuamente igienizzati e sanificati, in quanto ospitano un numero elevato di persone. Infine, come è affermato nell’articolo del Tgcom24 dell’11 maggio 2020, le strutture che ospitano i turisti, come villaggi, alberghi, e ostelli dovranno garantire una continua igienizzazione e ridurre il numero di prenotazioni, in modo da evitare affollamenti e permettere alle persone di rispettare le norme.
Ad ogni modo, bisogna ”ripartire” e ricominciare ad apprezzare le cose belle della vita e tutto ciò che ci circonda.

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https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/vacanze-estive-coronavirus_18152134-202002a.shtml
Per chi è appassionato di lingue, e decide di intraprendere una carriera basata su di esse, esistono una molteplicità di sbocchi lavorativi inerenti a vari settori. Tuttavia, sappiamo che il mercato lavorativo è estremamente competitivo, quindi è importante essere preparati, continuamente aggiornati e, soprattutto, distinguersi.
Il traduttore traduce testi da una lingua ad un’altra mantenendo il significato del testo originario e rispettando gli aspetti linguistici e culturali della lingua d’origine. Si perfeziona in una o più lingue straniere e si specializza in un settore.
Il lavoro dell’interprete è richiesto in tutti quei casi in cui l’oratore e il pubblico di riferimento usano lingue differenti. Ascolta il discorso in lingua di partenza, e lo interpreta nella lingua di arrivo. Deve avere conoscenza approfondita di entrambe le lingue, essere aggiornato sui modi di dire e sul lessico tecnico. Gli interpreti sono specializzati in pochi settori specifici, come la medicina, l’ambito giuridico.
La guida turistica si occupa dell’accoglienza dei turisti. Pianifica le visite guidate operando di concerto con agenzie di viaggi, musei e gallerie.
L’insegnante, oltre a dover possedere un’ottima conoscenza della lingua che insegna, deve avere un’altra importante caratteristica: deve saper trasmettere con passione il suo sapere agli altri.
Chi ha detto che un mediatore linguistico non può essere anche un giornalista? Il giornalista, oltre a conoscere la propria lingua e le lingue straniere, ha la passione per la scrittura.

Enki, il dio sumero ”perduto”
Avete mai sentito parlare del dio Enki, ovvero, di “colui che ha la conoscenza eccezionale, che conosce i poteri divini del cielo e della terra, che dalla sua dimora già conosce le intenzioni degli dei…”?
Nonostante sia stata una figura antica molto importante da un punto di vista storico e religioso, non tutti conoscono la sua identità e la sua rilevanza storica. Era il dio sumero dell’acqua (mari, laghi, fiumi), della conoscenza, dell’artigianato, quindi dei mestieri, dell’arte della creazione. Inizialmente, era una divinità onorata principalmente nella città mesopotamica di Eridu (corrispondente all’odierna Tell Abu Shahrain), ma, con il tempo, e con il diffondersi dell’importanza della religione, cominciò ad essere venerato in tutta la Mesopotamia. Era conosciuto anche con altri nomi, ovvero Ea e Nudimmud.
Alcune delle fonti grazie alle quali oggi è possibile conoscere la storia di questa divinità sumero-babilonese consistono in iscrizioni cuneiforme, rinvenute principalmente nella zona che si estende dal sud dell’Iraq fino alla costa orientale e risalgono al terzo millennio dell’era ellenistica.
L’origine ed il significato del suo nome non sono del tutto certi ed esistono varie teorie a riguardo. Alcune teorie recenti sostengono, tuttavia, che en stia per Signore, e che ki non abbia a che fare con la terra, come si pensava precedentemente, ma che provenga da kig, ovvero vita. Questo coincide con il fatto che Enki era considerato il dio della creazione, della vita.

La peste, oggi
‘’La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, c’era entrata davvero, come è noto; ed è noto parimente che non si fermò qui, ma invase e spopolò una buona parte d’Italia’’.
Così inizia il trentunesimo capitolo dell’opera più celebre di Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, in cui l’autore annuncia l’inizio di una tragedia: l’arrivo della peste nel milanese. Già leggendo le prime tre righe, si notano analogie con ciò che si sta verificando oggigiorno a causa del Covid19: nel 1630, l’epidemia arrivò dall’estero, infatti, venne portata dalle truppe alemanne, e si diffuse a partire dall’Italia settentrionale, in particolare dalla Lombardia, per poi propagarsi nelle altre regioni, quando oramai era troppo tardi. All’inizio, l’entità e la gravità dell’epidemia vennero sottovalutate, la popolazione di Milano sembrava disinteressata e nessuno credette che le vittime fossero da attribuire al terribile morbo, bensì alla carestia, oppure ad un banale male di stagione, e coloro che prendevano l’epidemia seriamente venivano derisi. Ci ricorda qualcosa tutto ciò? Ebbene sì: il 27 febbraio, nonostante si sapesse che il virus in Cina aveva mietuto già molte vittime, proprio a Milano, le persone sedevano nei bar, nei locali, nei ristoranti con amici e parenti, e postavano foto sui social network con l’hashtag: #milanononsiferma. Anche tutti noi, quindi, abbiamo ampiamente sottovalutato il problema e abbiamo ignorato quelle poche persone, che, invece, avevano compreso la gravità della questione e tentavano di diffondere l’allarme. Ebbene, anche nel 1630, coloro che hanno provato ad avvertire la popolazione della catastrofe che sarebbe avvenuta di lì a poco sono stati presi poco seriamente:
‘’ Il protofisico Lodovico Settalla (…) che ora, in gran sospetto di questa, stava all’erta e sull’informazioni, riferì il 20 d’ottobre, nel tribunale della sanità, come, nella terra di Chiuso (l’ultima del territorio di Lecco, e confinante col bergamasco), era scoppiato indubitabilmente il contagio. Non fu per questo presa veruna risoluzione.’’
Proprio come la peste seicentesca, il coronavirus si è diffuso di regione in regione, città in città, paese in paese. Ci si è resi conto che non era una semplice influenza, una lieve febbre con qualche accenno di male alla gola, ma si trattava un virus che poteva uccidere, scagliandosi in particolar modo verso i più anziani e coloro che erano affetti da determinate patologie. L’epidemia, che sembra essere iniziata nei pressi della città cinese Wuhan, ha cominciato a spargersi a macchia d’olio, tramutandosi in una vera e propria pandemia. In Italia, l’11 marzo 2020 il premier Giuseppe Conte ha indetto una quarantena, che tra l’altro, è ancora in atto: nessuno, da quel giorno, è potuto uscire, recarsi al lavoro (a meno che non fosse strettamente necessario), frequentare bar, locali, ristoranti, discoteche, passeggiare. Si può fare la spesa, ma nelle vicinanze del proprio domicilio. Nelle strade, nei parchi, nelle piazze, nelle vie del centro: il vuoto. Ancora, si può mettere a confronto l’epidemia odierna e la peste seicentesca. Manzoni, infatti, commenta così il terribile scenario:
‘’per tutto trovarono paesi chiusi da cancelli all’entrature, altri quasi deserti’’
Pertanto, se avessimo letto I Promessi Sposi poco più di un mese fa, non avremmo mai percepito l’attualità di tali parole, mentre oggi sembrano descrivere meticolosamente ciò che stiamo attraversando. Non saremmo stati in grado di immaginare cosa significasse non poter uscire di casa, non vedere la propria famiglia e i propri amici, non poter recarsi a scuola, all’università, al lavoro, ma, soprattutto, perdere da un giorno all’altro una persona a noi cara in questo modo. Ad oggi, però, questa è la triste e dura realtà.
Tuttavia, sebbene ora sia possibile solamente intravedere la luce in fondo al tunnel, sebbene molti sforzi siano ancora necessari e, sebbene sarà difficile tornare alla vita di prima, poiché questo drammatico evento ha lasciato segni indelebili in noi, prima o poi, ci riapproprieremo del bene più prezioso che possiamo avere: la libertà.







