L’interprete è una figura professionale estremamente fondamentale in ogni evento, conferenza, summit, incontro, in quanto funge da mediatore linguistico e culturale: il suo ruolo è quello di rendere possibile la comprensione a coloro che non hanno familiarità o non conoscono la lingua utilizzata dall’oratore.
Essere interpreti non è facile, è necessario conoscere alla perfezione le lingue di partenza e di arrivo. Inoltre, devono seguire una determinata deontologia professionale.
Negli ultimi mesi, un fatto riguardante ciò ha suscitato un enorme scandalo: il viso dell’interprete di Trump durante un incontro a Washington tra il Presidente americano e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Durante il discorso di Trump, l’interprete era esposta, non nascosta dietro il Presidente, e molti hanno notato le sue espressioni di sdegno e sgomento, decisamente poco professionali per un incarico di tale portata ed importanza.
Infatti, una delle regole che gli interpreti devono seguire rigorosamente è quella dell’invisibilità: devono essere il più possibile nascosti e a maggior ragione, non devono lasciarsi sfuggire alcuna espressione, che sia positiva o negativa, che sia lieve o accentuata.
Pertanto, c’è una minoranza che la difende, affermando che la sua espressione accigliata era semplicemente dovuta al fatto che fosse molto concentrata, anche se c’è da dire che in qualunque caso avrebbe dovuto fare più attenzione a rimanere neutrale, sia nei movimenti che nelle espressioni facciali.
